Prima di Votare
22–23 MAR 2026 Referendum confermativo
Nessun quorum
--
Giorni
:
--
Ore
:
--
Min
:
--
Sec
§ 01 — Separazione delle carriere

Scegli da che parte stare — per sempre

Cosa cambierebbe nella relazione tra giudici e pubblici ministeri. Cosa è già cambiato con la legge ordinaria.

Punto focale

Fino a dove arriva la Cartabia, dove vuole arrivare la riforma

Per decenni i magistrati potevano passare liberamente da giudice a PM e viceversa. Era un problema reale: un PM che ha indagato un imputato non dovrebbe poi giudicarlo. La critica era fondata.

Ma il legislatore ordinario ci ha già messo mano. Prima limitando i passaggi a quattro (2007), poi riducendoli a uno solo nell'intera carriera (decreto legislativo 44/2024 (D.lgs. 44/2024), attuativo della legge Cartabia). La riforma costituzionale renderebbe la separazione definitiva e irreversibile.

C'è però un punto che la Cartabia non tocca: nel CSM attuale, giudici e PM siedono insieme e decidono le carriere gli uni degli altri — nomine, trasferimenti, valutazioni di professionalità. Chi sostiene la separazione delle carriere argomenta che un giudice terzo non dovrebbe avere il proprio percorso professionale influenzato da PM, e viceversa. Due CSM separati risolverebbero questo problema strutturale.

La domanda che resta: la separazione della governance richiede necessariamente anche il sorteggio, l'Alta Corte e il rinvio delle garanzie a leggi ordinarie? O si potrebbe separare la governance senza riscrivere sette articoli della Costituzione? La riforma presenta tutto in un unico pacchetto. Il quesito referendario è unitario.

Evoluzione normativa

Quarant'anni di interventi sulle carriere

La storia dei passaggi tra carriere è una storia di restringimento progressivo. Ogni riforma ha stretto la porta. L'ultima la chiuderebbe in Costituzione.

Pre-2007

Passaggi illimitati

Nessun vincolo formale: un magistrato poteva passare da giudice a PM e viceversa più volte nel corso della carriera. La "cultura dell'intercambiabilità" tra le funzioni era la norma.

2007 — Riforma Mastella

Massimo 4 passaggi

Il D.lgs. 160/2006 (modificato nel 2007) introduce il primo tetto: non più di quattro passaggi di funzione nell'intera carriera, con vincolo di sede e limiti temporali.

2022–2024 — Riforma Cartabia

Massimo 1 passaggio nell'intera carriera

Il D.lgs. 44/2024 (art. 12), attuativo della legge delega Cartabia, riduce il limite a un solo passaggio nell'intera carriera. Di fatto, il ponte tra le due funzioni è quasi completamente smantellato per via legislativa ordinaria.

2025 — Riforma costituzionale Nordio

Separazione costituzionale definitiva

L'art. 102 Cost. riformato stabilisce che la magistratura è composta da «magistrati della carriera giudicante (i giudici, che decidono le sentenze) e della carriera requirente (i PM, che indagano e sostengono l'accusa)». L'art. 104 istituisce due CSM distinti. Nessun passaggio sarebbe più possibile, a nessuna condizione. La scelta sarebbe irreversibile dal concorso.

I numeri

Quanto era grande il problema?

Nei dati reali, i passaggi di carriera sono già un fenomeno residuale anche senza l'intervento costituzionale.

~28
Passaggi PM↔giudice per anno (media 2019–2023)
8.800
Magistrati ordinari in servizio
0,31%
Percentuale annua di passaggi sul totale dei magistrati

3 su 1.000 — ogni quadrato ≈ 9 magistrati. Solo 3 cambiano funzione ogni anno.
Fonte: audizioni parlamentari CSM 2023–2024. Media: ~28 passaggi/anno su 8.800 magistrati = 0,31%.

Circa 28 magistrati su 8.800 cambiavano funzione ogni anno — lo 0,31% del corpo. Dopo l'entrata in vigore del D.lgs. 44/2024, questo numero scenderà ulteriormente, perché il passaggio è limitato a una sola volta nell'intera carriera. Con la Cartabia a pieno regime, il dato è destinato ad avvicinarsi allo zero. La riforma costituzionalizzerebbe un risultato che la legge ordinaria sta già raggiungendo. Ma costituzionalizzare significa anche cristallizzare un meccanismo — il sorteggio — più difficile da correggere se non funziona, mentre la soluzione ordinaria è reversibile e migliorabile da qualsiasi futuro Parlamento.

Nota metodologica

I dati sui passaggi provengono dalle audizioni parlamentari del CSM (2023–2024) e dai riscontri giornalistici di Pagella Politica. Il dato di ~28/anno si riferisce alla media degli anni pre-Cartabia.

Prima e dopo

Cosa cambierebbe nel percorso di un magistrato

Prima (D.lgs. 44/2024)
Dopo (riforma 2025)

Concorso unico, un ponte possibile

Il magistrato entra con un concorso unico e sceglie tra funzione giudicante o requirente.

Una sola volta nell'intera carriera, può chiedere il passaggio all'altra funzione — con cambio di sede obbligatorio e valutazione di idoneità.

In pratica, quasi nessuno lo faceva già: circa 28 su 8.800 all'anno.

Ponte residuale Flessibilità minima Legge ordinaria

Due percorsi separati, nessun ponte

La Costituzione riformata prevederebbe due carriere distinte. Le «norme sull'ordinamento giudiziario» disciplinerebbero le «distinte carriere» (art. 102 Cost. riformato).

Il concorso di accesso, i percorsi formativi, la progressione: tutto verrebbe separato. La scelta sarebbe irreversibile.

La legge ordinaria dovrebbe decidere i dettagli: servirebbero concorsi separati? Scuole diverse? Il testo costituzionale non lo specifica.

Separazione totale Irreversibile Dettagli → legge ord.

Il percorso a confronto

Concorso unico
Giudice o PMscelta iniziale

1 volta
PM o Giudicepassaggio possibile

Concorso Agiudicante
Giudiceper sempre
Concorso Brequirente
PMper sempre
Nessun passaggio possibile. Due CSM separati.
Struttura istituzionale

Da un concorso unico a due mondi istituzionali

Il diagramma mostra come la separazione delle carriere si rifletterebbe sull'intera struttura istituzionale: non solo due percorsi diversi, ma due organi di autogoverno distinti.

Guarda il ponte tratteggiato nel PRIMA e la X nel DOPO. La differenza strutturale sarebbe tutta lì: da un passaggio residuale (0,31%/anno) a zero passaggi per Costituzione.

Cui prodest

Se il problema è già risolto, perché toccare la Costituzione?

La domanda strutturale

La separazione delle carriere, presa da sola, ha una giustificazione. Ma la legge Cartabia l'ha già affrontata con un intervento proporzionato — un solo passaggio nell'intera carriera.

Scrivere la separazione in Costituzione avrebbe una conseguenza importante: richiederebbe due CSM (Consiglio Superiore della Magistratura — l'organo che governa nomine, trasferimenti e carriere dei magistrati) separati (art. 104 riformato). Due CSM significherebbero una nuova composizione, un nuovo meccanismo di selezione (il sorteggio), e l'estrazione della funzione disciplinare verso un nuovo organo (l'Alta Corte). La composizione di ciascun nuovo CSM sarebbe definita da legge ordinaria (maggioranza semplice), e i requisiti del sorteggio — che determinerebbero chi può entrarvi — sarebbero scritti da chi controlla il Parlamento.

La separazione delle carriere è il punto centrale della riforma — o è la porta attraverso cui passerebbe il resto?

Cartabia (D.lgs. 44/2024)
1 passaggio
Intervento proporzionato: riduce il problema senza toccare l'architettura costituzionale
Riforma Nordio (2025)
0 passaggi + 2 CSM + Alta Corte
Riscriverebbe sette articoli della Costituzione. Cambierebbe CSM, sorteggio, disciplina, garanzie
L'altra prospettiva

Gli argomenti a favore della separazione

Questi argomenti meritano di essere considerati nel merito. Sono sostenuti da giuristi seri e hanno una storia lunga nella cultura giuridica italiana.

Imparzialità percepita

Anche un solo passaggio possibile — dicono i sostenitori della separazione — mina la percezione di imparzialità del giudice. Se il magistrato sa che potrebbe un giorno fare il PM, o l'ha fatto in passato, la sua terzietà può essere messa in discussione. La percezione conta quanto la realtà, soprattutto nei processi con forte esposizione mediatica.

Coerenza con il modello accusatorio

Il sistema processuale penale italiano, dal 1989, è fondato sul modello accusatorio (dove chi accusa e chi giudica hanno ruoli nettamente separati): accusa e giudizio sono funzioni strutturalmente diverse. La separazione delle carriere — si argomenta — porterebbe la Costituzione in linea con il codice di procedura, completando una transizione iniziata trentacinque anni fa. Ma questo allineamento separerebbe anche la governance del PM in un CSM dedicato la cui composizione sarebbe interamente definita da legge ordinaria — spostando il controllo sulla struttura requirente verso chi scrive quella legge.

Terzietà nella governance delle carriere

L'argomento più strutturale a favore della separazione non riguarda i passaggi di funzione, ma la governance. Nel CSM attuale, giudici e PM siedono insieme e votano sulle carriere gli uni degli altri: nel 2023, il plenum ha deliberato su 154 nomine di incarichi direttivi e semidirettivi — e in ogni votazione, i togati PM hanno partecipato alla scelta dei vertici giudicanti e viceversa. Due CSM separati garantirebbero che le carriere dei giudici siano governate solo da giudici, e quelle dei PM solo da PM — rafforzando la terzietà del giudice non solo nel singolo processo, ma nella struttura istituzionale che ne determina il percorso professionale. Questo è un problema che la Cartabia non ha affrontato: il CSM post-Cartabia resta unico.

Nota: nel CSM attuale siedono anche 10 laici (33,3%) e 3 membri di diritto — le decisioni sulle carriere non sono prese solo da magistrati. Con la riforma, ogni CSM avrebbe comunque 1/3 di laici sorteggiati da lista parlamentare.

Responsabilizzazione del PM

Un PM che appartenesse a una carriera autonoma, con un proprio CSM, potrebbe sviluppare una identità professionale più definita e una cultura interna di responsabilità. Responsabile verso chi? Un CSM dedicato ai PM, con togati sorteggiati e laici estratti da una lista parlamentare, sposterebbe la governance dalla magistratura nel suo complesso a una struttura in cui la maggioranza di turno definirebbe il bacino di selezione. Il modello portoghese, con la separazione e un consiglio dedicato ai PM, viene citato come esempio funzionante.

Il punto che resta aperto

Questi argomenti riguardano la separazione delle carriere in sé. Richiedono necessariamente anche il sorteggio dei togati, l'eliminazione del ricorso in Cassazione sulla disciplina, e il rinvio delle garanzie del PM a leggi ordinarie? O potrebbero essere realizzati con la sola separazione delle carriere? La riforma li presenta insieme, in un unico pacchetto costituzionale. Il quesito referendario è unitario: accetta o rifiuta l'intero testo.

Se la separazione delle carriere è il problema, la legge Cartabia è la risposta proporzionata. Se il problema è un altro, conviene chiedersi quale — e guardare cosa viaggia nello stesso pacchetto. — La domanda che apre le pagine successive

Prossima pagina: il CSM e il sorteggio →

Fonti: D.lgs. 23 febbraio 2006, n. 160 (ordinamento giudiziario) · D.lgs. 44/2024 art. 12 (un solo passaggio nell'intera carriera — attuativo legge Cartabia) · Legge costituzionale n. 253 del 30 ottobre 2025, art. 102 e art. 104 (G.U. n. 253) · Audizioni parlamentari CSM 2023–2024 (dati passaggi di carriera) · Pagella Politica (riscontro ~28 passaggi/anno) · Parere CSM 8 gennaio 2025 (rinvio a legge ordinaria per disciplina delle carriere, sistemapenale.it) · L. Marafioti, «Viaggio in Portogallo», Sistema Penale, 2026 (confronto modello portoghese).

Note: (1) Il dato di ~28 passaggi/anno si riferisce alla media pre-Cartabia (2019–2023). Dopo il D.lgs. 44/2024 il numero sarebbe sceso ulteriormente perché il passaggio è limitato a un solo evento nell'intera carriera. (2) La riforma non specifica se i concorsi sarebbero separati: il parere del CSM del gennaio 2025 osserva che servirebbe una riscrittura quasi integrale dell'ordinamento giudiziario per attuare la separazione. (3) L'intero regime delle carriere separate — concorsi, formazione, progressione — sarebbe demandato a legge ordinaria a maggioranza semplice (art. 102 Cost. riformato, rinvio 1 nella mappa delle leggi attuative).